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L’ostinato negazionismo di Leone XIV sugli abusi: «Non è un problema sistemico»

«Il papa ci ha detto che l’abuso nella Chiesa è sistemico», dice commossa una vittima a Lourdes, ma Leone XIV gela l’entusiasmo: «non è vero». Cronaca di un incontro surreale

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Federica Tourn
set 30, 2026
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Dopo sedici mesi di pontificato è ormai chiaro che anche Leone XIV, come i suoi predecessori, sul tema degli abusi nella Chiesa annaspa in altissimo mare.

Il colloquio privato avvenuto a Lourdes il 27 settembre fra papa Leone e alcune vittime di preti abusatori era stato preparato con cura da più di un mese: un incontro accuratamente “blindato”, con le persone vittime di abuso scelte una ad una dalla Conferenza episcopale francese. Sei uomini e una donna che parlavano a titolo personale e non in rappresentanza delle associazioni di sopravvissuti, scelta peculiare che ha fatto infuriare i collettivi delle vittime. Su questo punto torneremo perché, mentre in Italia i giornali suonano la grancassa del successo del papa come se avesse risolto in un colpo solo il problema dei preti pedofili nella Chiesa, in Francia le polemiche stanno continuando da giorni.

Ma torniamo all’incontro privato fra il papa e le sette persone vittime prescelte: di quello che è successo sappiamo tutto perché cinque fra loro (quelle che hanno deciso di rompere l’anonimato nei giorni precedenti l’arrivo di Prevost in Francia) hanno tenuto una conferenza stampa dopo l’evento.

Tutte hanno dichiarato di essere rimaste profondamente colpite dall’empatia del papa, che ha mostrato «una connessione profonda» con le loro storie di abuso, «una reale sincerità nelle sue reazioni e nel suo linguaggio non verbale». Il suo è stato «un ascolto sincero, non rituale», che ha commosso i suoi interlocutori; uno di loro, Jean Marie Delbos, vittima alla fine degli anni ‘50 di un prete dell’istituto di Notre-Dame de Bétharram, ha detto che «è stato un incontro straordinario» e che dopo sessanta anni di ateismo e lontananza dalla Chiesa si è sentito «scosso» e ha fatto il segno della croce. Non una conversione, ma insomma poco ci manca.

Ma anche un incontro orchestrato nei minimi dettagli e attentamente controllato per ridurre al minimo ogni possibile imprevisto può dare qualche sorpresa, soprattutto quando si ha a che fare con le vittime di abuso, che tendono a essere indisciplinate e a uscire dalle righe. Infatti ecco il colpo di scena: sempre durante la conferenza stampa, un altro sopravvissuto, Jérôme Guillement, abusato durante l’adolescenza da un sacerdote della Vandea, ha fatto la dichiarazione più sorprendente.

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